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avvocato specializzato arresti domiciliari

reato d’evasione: normativa arresti domiciliari: permessi, sfratto, telefono, condizioni

Il reato d’evasione nell’attuazione di pena: Nella circostanza di attuazione della pena applicata con sentenza è obbligatorio rispettare i provvedimenti del giudice che li ha emessi.

Il terzo comma dell’art.385 c.p. accosta il comportamento del soggetto a custodia cautelare nel proprio domicilio o in un’altra sede stabilita e quello del soggetto autorizzato a svolgere il proprio lavoro fuori dalla propria abitazione, al reato di evasione regolamentato nel primo e secondo comma.

Un accostamento del genere inerisce soltanto per ciò che concerne l’attuazione della pena e non il contenuto del comportamento, per cui nella forma del reato de quo, essendo diverse le circostanze dei soggetti delle rispettive trasgressioni e dovendo riconoscersi la validità dell’accostamento non nella entità dei comportamenti attuati, ma nella equiparazione dell’oggetto della difesa penale, da individuare nella necessità di far rispettare i provvedimenti del giudice.

Da questo si evidenzia che il terzo comma dell’art.385 c.p. rappresenta una forma indipendente di reato, nella specie il reato di sottrazione dagli arresti domiciliari che, per essere integrato, non prevede un allontanamento permanente o l’assenza dell’animus reverendi, difatti risultano insignificanti sia la durata del periodo che le motivazioni dell’allontanamento, eccetto che questi non risultino elementi svincolanti.

Per la configurazione del reato continuato, invece l’unicità del quadro criminoso non può conciliarsi con il reato di evasione dal carcere, anche con la mancanza di una inconciliabilità ontologica, lo stesso non vale se sussistono molteplici evasioni dagli arresti domiciliari.

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Nell’ultima circostanza si riconosce la volontà criminale e consapevole di trasgredire più volte la disposizione che prevede il non allontanarsi dal posto prescritto per gli arresti domiciliari, soprattutto tra un allontanamento e l’altro vengono a mancare quegli episodi, come la denuncia e l’arresto, che potrebbero bloccare simili azioni e prescrivere un nuovo comportamento antidoveroso(Cassazione penale, sez.VI, sent.475 del 24.1.1997).